Dell’abbazia le ossa nude

I miei ultimi passi incerti
incerti e lenti a San Galgano
hanno accompagnato i sogni,
il brontolio cupo del cielo
ci ammoniva facendosi nero,
dell’abbazia le ossa nude
parean più del solito cupe,
la loro insita magia abbagliava
gli sguardi dei nostri amici
giunti da Milano in Toscana.

Poi il brontolio in tuoni mutò
ed all’improvviso la pioggia
scese ampia ed affamata su noi,
scambiandoci per assetati tronchi,
corremmo alle macchine parcheggiate
in un affannato si salvi chi può!
San Galgano vecchio e astuto
ha ben celato il suo mistero…

San_galgano_interno_2007

La maestosa valle delle meraviglie

L’afoso caldo dell’estate
pesa sul respiro sulle spalle
ruba l’ultimo ossigeno
annega i polmoni stanchi
cerca nel tuo corpo falle
nel gelido inverno la sospiriamo
quando ci coglie alla schiena
l’odio ci prende: la detestiamo
ai condizionatori si ricorre
per rendere la casa vivibile
riuscire a dormire la notte
con l’insonnia fare a botte
sognare le piste da sci
le fresche grotte di Toirano
la strada su per il col di Tenda
la maestosa valle delle meraviglie…

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L’indifferenza

L’indifferenza è freddezza
L’indifferenza è distacco
L’indifferenza è distanza
L’indifferenza è disinteresse
L’indifferenza è insensibilità
L’indifferenza è noncuranza
L’indifferenza è impassibilità
L’indifferenza è imperturbabilità
La piena partecipazione
è il suo unico vero antidoto!

 

El-Amor-antidoto-elemental

 

 

Lieve nuvola trasportata dal vento

Il mio corpo colpito
ha l’età di mia madre
mai ha creato vita
non fui mai un padre
i miei figli metaforici
vengono dalla mente
da una provenzale protesi
ferita e soccorsa mai doma
fragile come foglia al vento
son multicolore libellula
poesia in ogni mia cellula.
Il mio corpo ha l’età
di mia madre e l’ama
l’abbraccia da lontano
la distanza per l’amore
non esiste: è lieve nuvola
trasportata dal vento…

Nuvole

Il fantasma che c’è in me

 

Il fantasma che c’è in me
tu appena intravedi
tra ogni gesto quotidiano
ed il banale ripetersi
di parole e d’innocui gesti
che il ripetersi all’infinito
minimizza ogni cosa
rendendola spettro sbiadito.

Anche il dolore scolorisce
il rosso sangue in pastello
pastello su carta grezza
grano spesso come monti
costringendo i fragili pensieri
le friabili parole incomprese
ad ardite scalate su scogliere
erose da scure mareggiate.

Tu né intravedi appena l’ombra
che s’allunga sul bagnasciuga…

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Corda d’arco tesa

 

 

Corda d’arco tesa
d’una vita mai arresa
ogni dì una battaglia
sconfigger una canaglia
che ti ostruisce la strada
gente ignobile neppure rara
invidiosa dei tuoi successi
lente amara delle loro disfatte
navi perdute in alto mare
o incagliate in un’oscura rada.

Corda d’arco tesa
lucente e pronta a scagliare
la sua freccia su ogni cosa
s’erga ad ostacolo invalicabile
barriera ad obiettivi e sogni
al raggiungimento d’una mèta
dopo anni di fatica ed impegno
un lavoro subito e poco amato
una vita ricca d’emozioni e delusioni
intensa d’esperienze e laboriosa.

Arco
 

Il borghese ignoto

Il borghese ignoto
ha appena sfiorato l’essenza
del golfo della sua indiscussa
ed incomparabile bellezza
i pochi suoi passi han lasciato
segni indecisi tra i pini ombrosi
o sulla sabbia intrisa di sale
del bagnasciuga pesante di passi
i suoi occhi si posarono attenti
lo sguardo sull’Elba amica
a portata di mano ma lontana
Elba densa di ingenui ricordi
di giochi bambini e capelli sfatti.

Il borghese ignoto è trapassato
a miglior vita pressoché ignorato
da mille e mille indaffarate genti
che di lui né ignoravano l’esistenza.

marciana-marina-al-tramonto