Il mio dolore tra la gente

Certe mattine serene e luminose
la gamba pesa come un monte,
urla come branco di scimmie
certe mattine, è buco nero dell’anima,
ed i pensieri sfiniti svolazzano
tra un ago ed una spilla d’oro,
conficcata nella testa confusa.

Certe notti i versi dormono cupi
lasciando terreno aperto ai lupi,
incubi perversi il corpo attraversano
sputando il loro perverso veleno,
la gamba turbata in pietra si muta,
la pietra è fragile cristallo trasparente
traspare il mio dolore tra la gente.

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I gatti sereni e beati

Questa mattina, chiusi in casa,
eravamo prigionieri in una torre
senza un filo d’elettrica energia,
perduti come palloncini in cielo
svolazzavamo nel vuoto del nulla
l’appartamento d’utilità fasulla
stringeva le suo spire su di noi,
solo i gatti felpati sereni e beati
han continuato la loro vita agiati.

Senza l’accesso alla tecnologia
ci sentiamo confusi e perduti,
web è nostro canale col mondo,
nostra voce e nostri occhi,
nostro tutto potente vincolato
alla esistenza dell’elettricità!
Quando, dopo ore, tornò la corrente
magicamente tornò la normalità
miagolarono i gatti sereni e beati…

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Cuore aperto sino in fondo

 

Un buon partito da sposare
è solo questione di prospettiva,
poiché potrebbe divenire
lente acuta d’ingrandimento
d’una vita con poco costrutto,
una scelta verso un fallimento.

Un buon partito è egocentrica
visione, pensare a se stessi
irradiare la propria felicità,
sulla malinconia degli altri
sulla loro insanabile infelicità,
è un uccello che ti fa volare
mentre gli altri: a terra legati;
compiono inutili salti verso le nubi
e l’azzurro lontano e irraggiungibile.

Un buon partito è chimica complessa,
risultato d’esplosioni e fallimenti
di mille estenuanti prove di vita,
confronti sinceri a muso duro
mutue carezze a lenire le ferite,
cuore aperto sino in fondo.

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Dell’abbazia le ossa nude

I miei ultimi passi incerti
incerti e lenti a San Galgano
hanno accompagnato i sogni,
il brontolio cupo del cielo
ci ammoniva facendosi nero,
dell’abbazia le ossa nude
parean più del solito cupe,
la loro insita magia abbagliava
gli sguardi dei nostri amici
giunti da Milano in Toscana.

Poi il brontolio in tuoni mutò
ed all’improvviso la pioggia
scese ampia ed affamata su noi,
scambiandoci per assetati tronchi,
corremmo alle macchine parcheggiate
in un affannato si salvi chi può!
San Galgano vecchio e astuto
ha ben celato il suo mistero…

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La maestosa valle delle meraviglie

L’afoso caldo dell’estate
pesa sul respiro sulle spalle
ruba l’ultimo ossigeno
annega i polmoni stanchi
cerca nel tuo corpo falle
nel gelido inverno la sospiriamo
quando ci coglie alla schiena
l’odio ci prende: la detestiamo
ai condizionatori si ricorre
per rendere la casa vivibile
riuscire a dormire la notte
con l’insonnia fare a botte
sognare le piste da sci
le fresche grotte di Toirano
la strada su per il col di Tenda
la maestosa valle delle meraviglie…

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L’indifferenza

L’indifferenza è freddezza
L’indifferenza è distacco
L’indifferenza è distanza
L’indifferenza è disinteresse
L’indifferenza è insensibilità
L’indifferenza è noncuranza
L’indifferenza è impassibilità
L’indifferenza è imperturbabilità
La piena partecipazione
è il suo unico vero antidoto!

 

El-Amor-antidoto-elemental

 

 

Lieve nuvola trasportata dal vento

Il mio corpo colpito
ha l’età di mia madre
mai ha creato vita
non fui mai un padre
i miei figli metaforici
vengono dalla mente
da una provenzale protesi
ferita e soccorsa mai doma
fragile come foglia al vento
son multicolore libellula
poesia in ogni mia cellula.
Il mio corpo ha l’età
di mia madre e l’ama
l’abbraccia da lontano
la distanza per l’amore
non esiste: è lieve nuvola
trasportata dal vento…

Nuvole